23 ottobre 2012

Ted (2012) di Seth MacFarlane


Un bambino sfigatello e senza amici esprime un desiderio prima di addormentarsi, la mattina dopo il suo orsachiotto ha preso vita. I due si giurano amicizia eterna e vivono felici e contenti. Dieci anni dopo, l'amicizia tra i due, fatta di bongate in salotto, serie tv anni 80 e la paura dei temporali, si scontra immancabilmente con la necessità di assumersi le responsabilità che il mondo degli adulti impone.


Che Seth MacFarlane si sarebbe cimentato nel cinema era una rumor che girava già da un annetto. Dopo il film dei Simpson e di South Park, tutti aspettavamo un lungometraggio sui Griffin. E invece no. L'autore di Family Guy, American Dad!, The Cleveland Show e della Cavalcade of Cartoon Comedy fa qualcosa di più: Ted.

Ted è una commedia, ma non solo. Ted è una parodia, una parodia di genere, se vogliamo. In particolare di quel genere che negli ultimi anni trascina le domeniche pomeriggio vagonate di famiglie con figlioletti al cinema a vedere cani parlanti fifoni, gatti parlanti pigri e scoiattoli parlanti canterini.
Ted, questo peluche a forma di orsacchiotto, che a prima vista potrebbe rappresentare a qualcosa di adatto ad un pubblico di bambini, è la satira spietata a quel tipo di cinema che sfrutta il nome di serie di successo portando sul grande schermo prodotti di scarsissima qualità, privi di mordente di mordente e che nella maggior parte dei casi riescono addirittura a snaturare i loro progenitori.

E cosa fa Ted? La stessa identica cosa. La trama è povera e scontata, i personaggi sono stereotipati al massimo e il mordente...ecco Ted il mordente ce l'ha, eccome. MacFarlane ha scritto una sceneggiatura accessoria, che è solo il pretesto per infilare, una dietro l'altra, una serie di gag fini a se stesse, ma dall'ironia spietata e dalla carica dissacrante e politicamente scorretta di cui è indiscusso maestro.
Gli stessi personaggi stereotipati: John (Mark Walberg) è il classico uomo medio che non sa quello che vuole dalla sua vita, Lori (Mila Kunis, tra l'altro doppiatrice di Meg ne I Griffin) è la ragazza che vuole dare una svolta seria al suo rapporto di coppia, e poi ci c'è il capoufficio che vuole portarsi a letto la Kunis, la bionda bella ma stupida, il pazzo maniaco che vuole il pupazzo per darlo al figlio scemo ecc, sono perfettamente in linea con la natura del film.

Il regista ci propone un gioco di ribaltamento neanche tanto sottile. Con quello che si preannuncia già un piccolo cult, MacFarlane prende i codici del cinema per famiglie a cui ci stanno abituando, privi di veri contenuti e dal dubbio intrattenimento, e li piega alla sua esperienza pregna di irriverente genialità, al citazionismo pop più becero e alla ricerca dell'eccesso, tutti marchi di fabbrica de I Griffin, adattandoli ai canoni della commedia. Nulla viene risparmiato e anche il buonismo su cui sembra virare il finale ha, scusate il francesismo, tutto il sapore della presa per il culo. Merito soprattutto della caratterizzazione del protagonista morale del film, Ted, un concentrato di volgarità, linguaggio scurrile, razzismo casuale ed espliciti riferimenti sessuali.

Per concludere aggiungo che, come ogni prodotto che porta la firma di Macfarlane (voce di Peter Griffin e di Ted), anche in Ted fanno la loro comparsa innumerevoli facce del jet set americano: Patrick Stewart è la voce narrante, Ryan Reynolds che si presta ad una gag divertentissima nei panni di un gay, Sam J. Jones alias Flash Gordon protagonista di uno dei momenti più nonsense, Norah Jones, Tom Skerritt e altri.


1 commento:

Francesco ha detto...

La lista d nomi potrebbe aggiornare il nostro articolo "Un nome, una garanzia" :)
http://pseudolab.blogspot.it/2012/10/un-nome-una-garanzia.html