22 febbraio 2008

Beatrice Antolini Live

Ipnotica, ritmata e irresistibile, la musica attraversa ogni mia fibra e mi costringe ad accennare qualche goffo passo di danza. Il cuore accelera i battiti, mentre la mia espressione diventa sorprendentemente simile a quella di un totano surgelato. Le luci roteano, mi abbagliano, mi confondono, ma non mi impediscono di vederla, la’ sul palco, a non più di tre metri da me.
Lei. Bea.
Lunghi capelli neri e lisci ondeggiano, cadendole soffici sulle spalle, mentre il suo piccolo esile corpo di muove con decisione a destra e a sinistra, seguendo le mani frenetiche che martellano con vigore la tastiera della sua enorme pianola. Le sue labbra rosse rosse sfiorano con evidente voluttà l’insensibile microfono, mentre la sua voce rincorre la melodia sincopata e spezzata, saltando da un abisso alle nuvole, dall’asprezza del metallo alla dolcezza del violino, e lasciandoci tutti inebetiti, rapiti e senza parole.
Non riesco a schiodarmi da dove mi trovo, neanche quando gli amici mi chiamano. Non ci sono ragazze ne’ birre ne' cicche che mi possano trascinare via da lì. Che mi possano allontanare da Bea.
A concerto finito, quando ritorno in me, quando il freddo della notte novembrina e l’ultima Corona senza spicchio di limone mi riportano al grigiore della realtà, ecco il miracolo. Lei, proprio lei è scesa tra i comuni mortali! E’ da così tanti quarti d’ora che scasso le pigne ai miei amici, dicendo che vorrei così tanto parlarle e sapere qualcosa di lei, che mi afferrano per le spalle con gioia e mi scaraventano senza troppi riguardi verso di lei, intimandomi di non tornare indietro senza qualcosa da raccontare. Avanzo trepidante, inciampando nella sciarpa e maledicendo il mio vecchio cappotto liso e bisunto; ma non c’è niente da fare, devo andare e devo farlo ora.
Lei mi vede, e mi sorride, benedetta grazia divina. So bene quello che vorrei dirle: vorrei spiegarle che la sua musica mi ha colpito profondamente, che mi ha fatto provare emozioni senza nome, che vorrei invitarla a bere una birra al pub scozzese e che da quel momento in poi sarò il suo più grande ammiratore. Riesco a farfugliare qualcosa su uno scozzese colpito da una birra con un ventilatore; ma per fortuna lei è Bea, conosce il cuore degli uomini e le loro debolezze, e sorride ancora, senza derisione alcuna. Anzi, mi parla a lungo, mi parla della sua musica, di quello che vuole trasmettere, di quello che sta cercando di costruire, degli amici che l’aiutano nel suo progetto, i Jennifer Gentle, il gruppo di suo moroso (zob…), dei suoi sogni e della sua lotta. Pendo dalle sue labbra, e quando mi da il suo cd promozionale mi dimentico di chiederle un autografo, un contatto, una mail… mi allontano con il prezioso cimelio fra le mani, trasognato e felice.
Lei è Beatrice Antolini, e il suo cd si chiama Big Saloon. Posso prestarvelo o farvene una copia, perché non si trova nei negozi; potete sentire alcuni brani sul suo Myspace; ma non vi illudete, ascoltare le sue canzoni sul computer o sullo stereo sarà bello ma non è niente, in confronto alle vibrazioni del live. Non trasmette le stesse emozioni, non vi potrà ipnotizzare, non vi potrà stregare come solo lei sa fare.
Quando vi capiterà di sentirla dal vivo… allora capirete.

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Beatrice AntoliniBread and Puppets
Update: aggiungo qui un breve assaggio di questa fantastica cantante! Su Last.Fm è disponibile tutto l'album: buon ascolto!
Francesco

2 commenti:

Francesco ha detto...

uau! Ipnotica, veramente! Mi sono permesso di aggiungere in fondo un link diretto a Last.FM, dove è possibile ascoltare l'intero album!
Ora bisogna per forza segnarsi sull'agenda il suo prossimo live!
bYe!

xilfanen ha detto...

ragazzi, se vi incuriosisce e volete sentire Bea dal vivo, venite a Bassano del Grappa l'8 novembre allo Shindy! io ci vado!