1 novembre 2009

Viola di mare (2009) di Donatella Maiorca


Quando ho visto i trailer di questo film già non mi entusiasmava.
I trailer, almeno per me, sono per un film quello che le copertine sono per i libri, e di solito qualcosina da quei tre minuti di spezzoni si capisce.
E' vero anche il detto "non giudicare un libro dalla copertina", ma questa volta il mio sesto senso non si sbagliava.
Il film, ambientato in un' anonima isoletta siciliana di fine '800 narra la storia d'amore fra due ragazze siciliane, tali Angela (Valeria Solarino) e Sara (Isabella Ragonese).
E già qua, Sicilia dell' 800 + isoletta anonima= storia di amore saffico non è molto plausibile, ed ho pensato " vabbè, vediamo come va avanti la storia".
Angela è la figlia del padrone della miniera di tufo dell' isola, il tipico padre padrone, che fin da piccola l'ha picchiata e sottoposta a violenze di ogni tipo.



Nonostante ciò la ragazza ha sempre avuto un carattere ribelle e anticonformista, e si innamora della sua amica di giochi Angela, facendole una corte spietata e per nulla nascosta, ovvero inseguendola per tutta l'isola, arrivando in piena notte alla sua casa, regalandole un cucciolo di cane, e così via.
Reazione di Angela? Schifata ovviamente, insomma da brava ragazza siciliana di fine ottocento una cosa del genere è per lei impensabile, non ne vuole sapere.
Ma durante un processione sacra, non si sa come, non si capisce perchè, Sara cade ai piedi di Angela dandole un bacio in riva al mare.
Ah, mi sono dimenticata di dire che tutto questo viene condito con musiche rock scritte da Gianna Nannini.
Sono gusti personali, a me vedere un film in costume con una colonna sonora di musica rock non piace (eccezione fatta per il bellissimo Maria Antonietta di Sofia Coppola), non so, magari in questo film avrei preferito sentire delle musiche tipiche siciliane, che sarebbero state senz'altro più suggestive, ma ripeto, sono gusti personali.
Fatto sta che le ragazze si innamorano follemente, e si trovano clandestinamente in bellissimi luoghi dell' isola, dove possono liberamente amarsi.
Il problema nasce dal fatto che i rispettivi genitori le hanno date in sposa a degli uomini, allora Angela la ribelle va dal padre e gli dice " Io Angela voglio sposare"
Reazione del padre? La chiude nella cantina per dei mesi, dandole solo cibo e acqua.
E nella cantina Angela trova, udite udite, un vaso di vetro contente un feto conservato in formaldeide. Si, avete capito bene.
La ragazza, non essendo andata mai a scuola non sa cosa sia un feto, e lo guarda curiosamente, fino a quando la sorella di sua mamma, (Maria Grazia Cucinotta) che vive con loro nella casa non scende giù in cantina e le spiega che quello è il suo bambino, che il prete del villaggio glielo ha fatto abortire, dato che il figlio era suo, per non dare scandalo.
Adesso, secondo voi, in un isoletta sperduta della Sicilia, questa pensava di andare a conservare il feto nella formaldeide?!!
So che questo episodio sembra non c'entrare niente con il resto del film, ma abbiate fiducia negli abili sceneggiatori che faranno rientrare ogni cosa nei limiti dell' assurdo.
A proposito, se avete intenzione di andare a vedere questo film, cosa che io assolutamente NON vi consiglio, sappiate che svelerò praticamente tutta la trama, per cui, caro lettore amante del rischio e dello sperpero dei soldi del biglietto, non continuare a leggere.
Dunque, la madre di Angela, esasperata dal sentire le grida di sua figlia imprigionata come una bestia, decide di venire a compromessi con il padre padrone, che intanto si lamenta dicendo che sua figlia è un mezzo masculo, e che preferirebbe che fosse una puttana piuttosto che un mezzo masculo.
Colpo di genio della madre che dice: "Ma allora facciamolo tutto masculo".
Proprio così.
Infatti la mamma va dal prete, ricattandolo per la storia del bambino della sorella e lo obbliga a cambiare i documenti di Angela, dichiarando così di essersi sbagliato, e mette quindi nero su bianco che Angela non è una ragazza ma bensì un ragazzo.
Per cui si tagliano i capelli ad Angela, le si fascia il seno et voilà, ecco Angelo!
Con questo piccolo stratagemma Angela/o e Sara si possono sposare, e sono belle contente.
Fanno tutte le tipiche cose di una coppia sposata, tra cui naturalmente sesso, ed ecco cinque minuti di abbondanti scene di sesso per risvegliare un po' il pubblico, soprattuto quello maschile.
Adesso arriva il momento in cui io stavo per ridere come una matta in mezzo alla sala, perchè le due ragazze sul letto si guardano e dicono: "Ma non ti fa un po' nostalgia vedere le donne incinte? Non lo vorresti un figlio?"
"Ecco" ho pensato "adesso vedi che tirano fuori che nella Sicilia dell' 800 esistevano delle banche dello sperma per le giovani coppie lesbiche".
Non proprio, ma Angela va dall' ex- promesso sposo di Sara, che l'amava follemente, e le chiede di fargli il favore di mettere incinta la moglie, che questo non è un favore che fa a lei ma a Sara, che desidera tanto un bambino.
L'ex promesso sposo fa un po' il titubante, ma poi un giorno si prestenta a casa della coppia Angelo/a Sara, per darsi da fare con Sara sul pavimento, seguono quindi altre scene di crudo sesso e poi scene di Sara incinta e felice con Angela altettanto felice al suo fianco.
Non vi sto a raccontare il finale, perchè come molti avranno ben capito è tragico e abbastanza banale, come quasi tutti i film che raccontino una storia d'amore omosessuale.
Questo film è assurdo, se l'operazione era quella di raccontare una storia d'amore omosessuale nel passato parlando di tematiche moderne tutto ciò non è riuscito per nulla.
Il film si salva solo per i bellissimi paesaggi dell'isola, per la splendida fotografia e un pochino per la recitazione della Solarino, che è l'unica leggermente convincente nella sua interpretazione.
Per chi si chieda che cavolo c'entra il titolo del film con tutto questo, la Viola di mare è il nome in cui in siciliano si chiama la Donzella di mare, (Coris julis) un pesce che nasce femmina ma invecchiando diventa maschio.
Penso di avere detto abbastanza, conclusione finale: se vi piacciono il buon cinema e le storie credibili che abbiano un qualche senso non andate a vedere questo film, altrimenti il sangue vi ribollirà nelle vene durante tutta la sera per la rabbia di aver buttato i soldi del biglietto (parlo per esperienza personale).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

mi spiace tanto per i tuoi soldi buttati...

meglio se andavi a vedere "niko, una renna per amico".

più adatto.

con simpatia

Francesco ha detto...

Ciao Sara! recensione al vetriolo per PseudoLAB! sempre grandiosa :D di certo non lo andrò a vedere! grazie ;) ciao!

Mattia ha detto...

Ahahah! Questa recensione è fenomenale. Ora non credo che riuscirei a vedere il film nemmeno se mi obbligassero. Ma...queste scene di "sesso crudo"?

Patapata ha detto...

sono d'accordissimo su tutto!! nche a me non è piaciuto per niente, la colonna sonora sta malissimo (io adoro Gianna e in quel contesto c'entra come un cubetto di ghiaggio nel sahara..) e più che nell'800 sembra ambientato in una realtà parallela.. peccato perché mi piacciono entrambe le attrici. sprecate.
bel blog, brava! ciao!