24 aprile 2008

"Le dimensioni del mio caos" di CapaRezza (2008)

Era da secoli che non contribuivo alla vita di PseudoLAb, e quale occasione migliore evrebbe potuto ricondurmi a questo blog se non l'uscita del 4° album del rapper pugliese CapaRezza?
Questo album, con le sue 14 tracce, prova come Capa sia, senza dubbio alcuno, uno dei migliori artisti italiani presenti sulla scena musicale degli ultimi anni!
Dopo l'enorme successo di Verità supposte e Habemus Capa, Le dimensioni del mio Caos si presenta come l'evoluzione di un genere non più facilmente classificabile. Nell'album prevale ovviamente l'orientamento musicale che ha sempre contraddistinto l'autore: con le rime e i giochi di parole che gli hanno conferito il soprannome di "Beppe Grillo della musica", scandite attraverso la sua voce quasi cartoonesca e il frequente utilizzo di chitarre elettriche dalle tonalità graffianti.
Viene così coniato appositamente per lui il genere alternative rap rock.
Quest'utima opera tuttavia non è un semplice album musicale le cui tracce si susseguono una dopo l'altra mantenendo un tema centrale e sonorità simili; Capa si spinge ben oltre e produce quello che lui stesso ha definito un "fonoromanzo" e che altro non è che la colonna sonora del suo libro Saghe mentali.
L'intero album è quindi una vera e propria storia raccontata attraverso i suoi testi e piccoli intermezzi di dialogo posti all'inizio o alla fine di ogni canzone.
Da segnalare la collaborazione con alcuni dei più noti doppiatori italiani tra i quali Michele Kalamera (Clint Eastwood), Pasquale Anselmo (Nicolas Cage) e Dario Penne (Anthony Hopkins).
La storia inizia con il nostro rapper riccioluto che celebra attraverso un concerto, l'anniversario del 68. Per l'occasione indosserà in onore del mitico Jimi Hendrix una Stratocaster che al termine dell'esibizione, davanti agli occhi euforici del suo pubblico, spaccherà a terra causando l'apertura di un buco spaziotemporale.
Da questo squarcio temporale sbucherà Ilaria, una vera sessantottina.
Ilaria, simbolo della rivolta studentesca di quegli anni comincerà a frequentare Capa. La vita del 2008 tuttavia la "infetterà" e quello che era il suo spirito puro verrà intaccato dalla fissa per bamboline alla moda, dalla necessità di farsi amicizie online su myspace e dal desiderio di essere qualcuno in un mondo in cui tutti si mettono in vetrina.
Capa farà la conoscenza di Luigi delle Bicocche, un muratore che lavora alla realizzazione di uno spazioporto per la conquista dello spazio.
Luigi è il simbolo del proletariato, dello sfruttamento delle classi operaie, è come enuncia la prefazione del singolo Eroe "l'eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà" e che stanco della sua vita imbraccierà una chitarra elettrica e si dedicherà alla musica.
Il compito di Capa sarà quello di evitare la distruzione del tessuto temporale facendo ritornare Ilaria nella sua epoca. Questa avventura, che gli farà assaggiare dapprima la vita della prigione solo perchè teneva le mani in tasca (unico posto che non può essere controllato e quindi potenziale calderone per scopi rivoluzionari), e poi quella del circo (delle pantegane) in cui viene condannato come spalatore di escrementi di elefanti, lo faranno riflettere sulla condizione umana e di come sia la scimmia la vera evoluzione dell'uomo!
Ce la farà?
Come sempre Capa è scrutatore della società in cui viviamo e ogni sua parola è una critica mossa verso di essa...ma con tanta ironia ed intelligenza, facendo di ogni canzone all'apparenza banale (basti pensare che una di esse è interamente scritta sfruttando titoli e personaggi di videogiochi), uno spunto per riflettere sul nostro modo di vivere, sulla nostra politica, sulla vita scolastica, sulla dipendenza della tv; argomenti da sempre cari a questo straordinario artista!

1 commento:

Francesco ha detto...

Grande Capa! e grande Mattia! ora me lo devo ascoltare per bene! pseudoLAB torna a vivere (speriamo) :P !