9 settembre 2010

La Signora delle Camelie (1848) di Alexandre Dumas

Margherita Gautier è la signora delle camelie, così chiamata per i fiori che prediligeva. Giovane cortigiana della Parigi del IX secolo, la sua vita dipende dai ricchi amanti che, ammaliati dalla sua sensuale bellezza, trovano in lei l’appagamento di un piacere fugace, notturno. Margherita è una donna disillusa; non conosce l’amore autentico, ma solo quello meramente carnale che indurisce il cuore. Finché non incontra Armando Duval, giovane borghese, il quale si innamora di lei da subito.

E la sua non è l’attrazione spietatamente superficiale di tutti gli altri signori dell’alta società: egli ama Margherita perché vede in lei una solitudine e una dolcezza non comuni fra le altre mantenute. Ma il sentimento di Armando sembra univoco, destinato alla derisione, perché non ci si può veramente innamorare di una prostituta. Se non ché le premurose attenzioni del giovane finiscono per far breccia nel cuore della donna. Questa volta l’amore ha la “A” maiuscola, è reciproco, gratuito, finalmente sincero, anche se altalenante fra idilliaci quadretti di passione e i retaggi degli incancellabili trascorsi di mondana smodatezza, che erano stati il passato della prostituta. Ma lo spettro di una malattia trascurata e dei creditori cala sulla vita di Margherita, e a poco a poco oscura fatalmente la sua felicità. Si aggiunga il padre di lui, uomo dai saldi valori morali mirati a perseverare il buon nome della famiglia. La donna sceglie di abbandonare Armando, perché l’esistenza al suo fianco è quanto di più bello le sia mai capitato, ma è destinata a soccombere sotto il peso schiacciante dei debiti e le insistenti esortazioni del vecchio Duval. Del resto si sente separata dell’amato da un’insormontabile distanza etica e sociale. Armando si dispera, la odia, l’ama, la cerca, la rifiuta, si vendica: non comprende quello che è un disperato gesto d’amore. Intanto Margherita soffre per la malattia fisica che la sta consumando nel corpo, ma anche, e soprattutto, per quella dell’anima. E ormai, iniziata alle delle dolcezze dell’amore spontaneo, non è più in grado di tornare alla vita di cortigiana con la stessa leggerezza di un tempo.
Alexandre Dumas (figlio del più celebre Alexandre Dumas di “Il conte di Montecristo”) impregna il suo romanzo di un manifesto moralismo contro le abitudini incresciose della società e lo presenta come un omaggio a tutte quelle signore di nobili sentimenti, intrappolate nel circolo vizioso della prostituzione. La sua, però, è una visione ancora tutta maschilista. In fin dei conti la donna raggiungerà l’emancipazione solo nel secolo successivo.
Ma questa storia mi sembra molto attuale - a me è piaciuta moltissimo! - e oggi (8 marzo) la dedico a tutte le donne schiave della prostituzione o vittime di abusi. Perché trovino la forza di riscattarsi, di abbattere i pregiudizi e di credere nell’amore vero.
(Una curiosità che ho scoperto cercando delle immagini per questa recensione: “La Traviata” di Giuseppe Verdi è la trasposizione in musica de “La signora delle camelie”.)

7 commenti:

Francesco ha detto...

Grande Elena per essere entrata finalmente in PseudoLAB e per aver scritto una gran bella recensione! Compliments! Grazie anche a Dario, che scommetto ha smanettato non poco per riuscire ad iscriverti :P Bravi!

Patrizia ha detto...

bella!!!! e grazie per averla scritta l'8 marzo, in questo momento storico è importantissimo sentire le voci delle donne e la loro consapevolezza.

Antonio ha detto...

Se vuoi ti presto una traviata versione film, ce l'ho a casa in cassetta. Quando ho letto "La signora delle camelie" ero ancora giovane...che bei ricordi..sniff!

Dario ha detto...

Al contrario delle aspettative di Francesco, la Elena è riuscita ad iscriversi facendo tutto da sola! :P ... Io ho solo dato una mano per inserire l'immagine...

Sara ha detto...

Finalmente sei entrata anche tu! Bella recensione, brava!!!!

Marina ha detto...

brava ele!!
bella recensione, women's power!

Anonimo ha detto...

ciao sono una sconosciuta grazie mille x la recenzione e complimenti...mi hai incuriosita questa estate la leggerò anche io "la signora delle camelie" ciao si nuovo grazie
commento di una sconosciuta