22 febbraio 2008

Sprayliz di Luca Enoch.


Una città americana (New York, si intuisce): immensa, notturna, sporca, grigia e violenta; un sindaco corrotto e militarista, polizia brutale, gente disinformata e conformista, criminali senza scrupoli. In tutto questo, una ragazzina italoamericana di sedici anni, armata di coloratissime bombolette spray, urla al mondo il suo messaggio di rabbia, amore e speranza, riuscendo a portare un po’ di bellezza e sfrontata ribellione fin nella camera da letto del suo arcinemico.
Il tratto è iperrealistico, dettagliato fino all’eccesso, luminoso e tratteggiato come certi capolavori di Andrea Pazienza, e non ha nulla delle atmosfere cupe e noir che ci si potrebbe aspettare da un fumetto così metropolitano. Chi ha letto Gea sa di quali raffinatezze grafiche è capace Enoch, e non sarà deluso dagli stupefacenti dettagli, dai bellissimi murales riprodotti a piena pagina, dai cartelloni, manifesti, quadri e gadget di ogni tipo che affollano ogni singola vignetta. Le trame sono avventurose e rapide, scorrono veloci attraverso i luoghi più diversi, dalla periferia al porto a downtown, tra il degrado che insozza la città “sopra” e la fantasia fricchettona e colorata che trionfa nella città “sotto”, senza aver paura di affrontare i temi più difficili, dall’emarginazione dei giovani, la violenza sulle donne, la povertà, la guerra, il razzismo, l’omofobia, l'integralismo religioso, ma senza mai indulgere nel tragico o nel patetico.
La protagonista, Sprayliz, è una ragazza sfrontata, impulsiva, animata da un’incrollabile senso di giustizia e un sano e totale menefreghismo verso qualsiasi tipo di regola e convenzione, che la porterà a sfidare continuamente i potenti e i criminali, rischiando spesso la propria vita per aiutare il prossimo, ma usando sempre e soltanto le proprie armi d’elezione: le sue straordinarie opere d’arte murali, immense, colorate, pungenti e sempre piazzate al cuore dei problemi della città. Un rasoio affilato e notevoli doti ginniche le permettono di difendersi dalla brutalità della notte newyorkese, e una tribù di amici e compagni di ogni risma sempre pronti a saltare fuori dal buio le salveranno le kiappe in più di un’occasione, sfiorando e poi ricacciando sempre oltre il velo di un’avventura continua quei tragicamente realistici finali che l’autore lascia intravedere, sempre in agguato oltre la pagina...
Sopra questa struttura simpatica ma tutto sommato convenzionale, si innesta tutto il “contorno” che è il vero punto di forza di Luca Enoch, e il vero motivo per cui ci si appassiona a Sprayliz.
In primo luogo, la forza dei messaggi sociali e politici. Ogni episodio si incentra su temi molto delicati e d’attualità, affrontati con uno spirito critico pungente e radicale, ma senza mai cadere negli stereotipi “di sinistra” o negli appiattimenti ideologici ed estremisti. I dialoghi dei personaggi sono articolati, intelligenti e di grande spessore culturale e politico, e spesso portano in evidenza diverse concezioni e diversi punti di vista di uno stesso problema, stimolando il lettore alla riflessione e a pensare autonomamente. I testi contengono spesso citazioni di brani letterari, teatrali e di denuncia, con tanto di bibliografia per chi fosse interessato ad approfondire certi argomenti tutt’altro che banali.
Inoltre, il mondo di Sprayliz è popolato di personaggi indimenticabili, artisti ribelli, intellettuali senza peli sulla lingua, gente creativa e generosa che riesce sempre a trovare uno spazio e un linguaggio per esprimersi liberamente e per opporsi al conformismo bigotto e all’appiattimento collettivo imposto dai “potenti” e dai criminali. Inoltre ogni episodio, proprio come in Gea, ha una “colonna sonora”, brani di canzoni che accompagnano con i loro testi tutti i momenti più poetici e malinconici, proprio come in un film.
Infine Sprayliz è dotata di una grandissima vitalità erotica, intrigante e sbarazzina al tempo stesso, sfacciata, senza pudori, senza pruderie morbose e senza alcun tipo di pregiudizio. Stupendi nudi femminili sono ricorrenti in ogni episodio, ma le ragazze non si cruccino, ci sono anche altrettanti “machi” bistecconi con le kiappe al vento, per soddisfare ogni palato. La tematica saffica è ricorrente in ogni episodio – la migliore amica di Liz infatti è una stangona lesbica che tenta continuamente di farla passare “dall’altra parte”, riuscendoci solo di tanto in tanto- ma senza che la nostra bella graffitara smetta mai di apprezzare la compagnia dell’altro sesso, anzi! Le scene di amore/sesso sono numerose, sempre molto divertenti e mai volgari, con il giusto equilibrio fra “vedere e non vedere”, fra romanticismo e spudoratezza, che chi ha letto Gea conosce benissimo.
In conclusione, una lettura divertente e appassionante, ma anche ricca di idee e spunti di riflessione, che purtroppo per una certa bigotteria nostrana non è mai riuscita negli anni a imporsi al grande pubblico e a invadere le edicole, dove di sicuro avrebbe fatto impallidire tanti altri titoli di maggior successo, e avrebbe forse risollevato un po’ la triste fama della nona arte, a torto bollata da chi non la conosce come superficiale e vuota di pensiero.

3 commenti:

Marina ha detto...

bravo xilf... contenta che ci sia anche te!

Sara ha detto...

Bella recensione...bravo!

Francesco ha detto...

Ciao xilfanen! Sono molto contento che la pseudolab-mania abbia contagiato anche te :) e brava marina, che trova un sacco di collaboratori!
Grande anche Enoch! Ho dato un'occhiata ad alcune tavole di Sprayliz ed infatti sembravano potenti proprio come quelle di Gea!
Good work!