4 febbraio 2008

Mulholland Drive (2001) di David Lynch


Los Angeles. Notte. Una limousine sta percorrendo la Mulholland Drive e ad un tratto si ferma. Una donna in abito da sera, passeggera della limo chiede ai due autisti il motivo della fermata. I due autisti per tutta risposta si voltano e le puntano addosso una pistola.

Nel frattempo, una macchina guidata da giovani ubriachi corre a tutta velocità, scontrandosi infine con la limousine ferma.
La donna in abito da sera è l'unica superstite dello scontro, miracolosamente riesce a rimettersi in piedi e a raggiungere in stato di shock alcune case abitate, non ricordando più niente del suo passato.
Dopo essersi rifugiata in una di queste case incontrerà Betty, aspirante attrice che la aiuterà a scoprire la sua identità. Così inizia Mullholand Drive, film del regista David Lynch.
Film dai toni cupi, onirici e misteriosi è ambientato nel mondo di Hollywood e del cinema americano e ci mostra una Hollywood legata a ambienti mafiosi e oscuri.

La trama all'inizio può sembrare semplice e banale: parla di una donna che perde la memoria e si può quindi pensare che tutto sia incentrato alla ricerca di questa identità perduta, ma non è assolutamente così: non solo perché nel film ci sono tante altre piccole storie oltre a quella di Betty e Rita (così si chiama la donna che ha perso la memoria) ma anche perché a metà del film i personaggi cambiano completamente, i ruoli si invertono e non si capisce più nulla.

Quando il film finisce ed appaiono i titoli di coda la reazione iniziale è quella di sbigottimento, poi arriva la fase dello scervellamento, ovvero cercare in tutti i modi di capire quello che si è appena visto per poi passare ad uno stato di completa rassegnazione.
In un momento di disperazione ho fatto una ricerca su internet per vedere se qualche mente superiore aveva capito qualcosa riguardo questo contorto ma affascinate film e ho trovato le interpretazioni più svariate.
Alcuni dicono che può venire meglio compreso da chi ha studiato psicologia, perché il regista usa spesso riferimenti onirici riguardanti il complesso mondo della psiche umana.
E' stato chiesto a Lynch in persona il significato del film e lui non ha lasciato dichiarazioni se non 10 indizi che dovrebbero aiutare lo spettatore a comprendere meglio il suo lavoro.

La regia comunque è ottima (non per niente ha vinto la miglior regia al festival di Cannes) così come le inquadrature, le musiche, i dialoghi: tutto è perfetto.
Il film di Lynch si potrebbe paragonare ad un bellissimo puzzle, dove pur dopo tutti gli sforzi mentali possibili i pezzi non si riescono a comporre insieme ma ogni pezzo preso singolarmente è misterioso e affascinante.
Nonostante abbia una trama quasi impossibile da capire Mulholland Drive riesce ad emozionare tantissimo come sanno fare veramente pochi altri film.
Certe scene come quella di Betty e Rita al club Silencio sono da brividi e portano lo spettatore quasi alla commozione.
Di sicuro questo non è un film per tutti, se siete degli spettatori poco attenti e non riuscite a seguire trame complicate non è sicuramente il vostro film.

Se invece siete attenti ad ogni piccolo particolare e vi piacciono i film complicati e impegnativi starete delle ore a discutere, cercando di dargli un vostro significato.
Questo è il bello di Mulholland drive, ognuno può interpretarlo come vuole, che io sappia non ci sono tanti film che permettono di fare ciò.
Consiglio a tutti di rivederlo più di una volta perché certi particolari alla prima visione sono difficili da notare.
Credo che questo film sia il capolavoro di un grande regista, affascinato dal mondo dei sogni e dai complicati meccanismi della psicologia umana.

recensione scritta da Sara
samaure@hotmail.it

2 commenti:

Francesco ha detto...

Ciao Sara! Ti ringrazio per questa recensione e spero che sia solo la prima di una lunga serie :)
Sono contento che ti sia piaciuta questa idea!
Grazie anche a Marina :P
bYe!

Marina ha detto...

brava saretta... mi raccomando, continua! ci vediamo... baz