19 febbraio 2008

Lisbon Story (1995) di Wim Wenders

Ragazzi, ecco un film che voi appassionati non potete davvero perdere! Lisbon Story è al contempo dedica a Federico Fellini, morto l'anno prima dell'uscita in sala, e omaggio a due grandi della cultura portoghese, il poeta Fernando Pessoa e il cineasta Manoel de Oliveira, che compare anche in un cammeo all'interno del film.
Mi trovo in difficoltà a cercare di raccontare la trama, dato che praticamente non esiste.
Questo film è fatto di immagini e suoni, di inquadrature languide e di musica triste e avvolgente.
E' cinema allo stato puro, o meglio, è pura riflessione sul cinema.
A quanto apprendo dalla sempre onnisciente Wikipedia, Lisbona aveva commissionato a Wenders un semplice documentario della città, che poi si è trasformato in un film dal forte impatto visivo. Non si fa fatica a credere che sia nato come documentario, con una fotografia del genere.
Avevo circa dodici anni quando l'ho visto e, nonostante la trama inconsistente che può indurre talvolta allo sbadiglio, sono rimasta incollata allo schermo per tutta la durata del film, stregata da un azzurro e un giallo che regnano sovrani tra le strade polverose e sonnacchiose della capitale portoghese e, naturalmente, dalla musica dei Madredeus, colonna sonora vivente nel film.
Quelle che io ritengo le colonne portanti di Lisbon Story, musica e suono, si riscontrano anche nei protagonisti, Phillip (tecnico del suono, interpretato da Rudiger Vogler) e Friedrich (regista, Patrick Bauchau). Per uno studiato paradosso, il personaggio-simbolo dell'immagine, il regista Friedrich, fugge per tutto il film la scena, mentre è proprio il tecnico del suono, l'"uomo invisibile" del cinema per antonomasia, a diventare protagonista e soggetto dell'azione.
Infatti il film ruota attorno alla lettera di Friedrich per l'amico Phillip: Friedrich gli chiede di raggiungerlo a Lisbona dalla Germania per registrare i suoni del suo nuovo documentario.
Ma, una volta a Lisbona, Phillip trova solo una casa piena di ragazzini (e di mosche notturne) e nessuna spiegazione.
Incuriosito dalla scomparsa dell'amico, Phillip decide di cercarlo, finendo per seguire le tracce che Friedrich stesso gli ha lasciato.
La ricerca non è solo un momento di passaggio per mezzo del quale raggiungere il proprio scopo; la ricerca diventa il fine stesso, passando dalla ricerca di Friedrich in mezzo alla città, all'innamoramento per Lisbona e ad una nuova ricerca, quella dei suoni autentici delle strade da registrare sui suoi mega-microfoni (hheh, in effetti ignoro il termine tecnico), per arrivare infine alla ricerca del cinema vero e vivo, della trasposizione su pellicola come anima dell'immagine catturata.
Centocinque minuti di riprese piene di poesia e di significato anche quando prive di suono.
Riprese che lasciano quell'inafferrabile, a chiunque non sia portoghese, senso di Saudade, di malinconica e di dolce nostalgia "a cavallo tra passato e futuro e non priva di timida speranza" che noi riusciamo ad esprimere solo attraverso pindarici giri di parole, ma che è possibile assaporare tanto in un libro di Marquez quanto, giusto per non divagare, in una qualunque delle canzoni dei Madredeus.
Il gruppo fu lanciato nel '95 proprio grazie a questo film, ottenendo un grande successo per i suoi ritmi lenti e struggenti molto carezzevoli propri del folklore portoghese (il Fado), e per la meravigliosa voce, dolce e potente, della bella cantante Teresa Salgueiro, vero e proprio personsaggio (interprete di se stessa) all'interno di Lisbon Story.
Un film non leggero, non divertente, ma che lascia un'emozione, il che è quanto di meglio ci si possa aspettare.

4 commenti:

Antonio ha detto...

anche se dopo il TUO commento al MIO post non ti commenterei più...li conosco i Madredeus, la tipa è apuuntoun po' stile quella sotto. Hanno duettato una volta con Branduardi! Cmq è proprio vero,un viaggio o una ricerca non devono mai essere ridotti alla meta. Il viaggio è mooolto di più della meta.Pindarico...hai imparato una parola nuova,eh? :-p

Sara ha detto...

Bello...adoro il modo in cui scrivi!

Mattia ha detto...

Davvero bella!!!...spero di non leggere mai sui miei post commenti simili a quello che hai lasciato a toni...cmq...

Marina ha detto...

ok, ribadisco anche qui... mi sa che c'è stato un equivoco riguardo il post di toni. il mio commento (scherzoso) era rivolto a mattia, non a toni!! sorry...