20 gennaio 2008

Growing with Harry Potter


Mentre molti sono impegnati nella lettura dell'ultimo, voluminoso capitolo della saga di J.K. Rowling, è bello ricordare l'Harry più famoso del mondo non con l'immagine ormai mondiale di Daniel Radcliffe, ma con uno dei primi disegni che la Salani ha prodotto per l'edizione italiana, quando ancora il maghetto non era un fenomeno mondiale.
Non starò qui a parlare dell'ultimo libro per non rovinare la lettura a qualcuno che ancora si sta godendo "I Doni della Morte". Preferisco ricordare cos'è stato per tanti anni crescere con Harry Potter, leggerlo da un libro all'altro e finalmente abbracciare con un'immancabile punta di tristezza la fine della storia.
Se la prima puntata, "H.P. e la Pietra Filosofale" è decisamente un libro per ragazzini, l'ultima non lo è per niente. Che cos'è allora questa cosa? Un libro per bambini, per adolescenti, per grandi? Proprio qui si gioca la genialità dell'autrice e la sfida dei sette libri in dieci anni. Pur non entrando in nessuno schema prefissato, Harry Potter è riuscito a imporsi come fenomeno mondiale e a "crearsi" un pubblico di fans di tutte le età. indicativo il successo dei libri che non è mai stato adombrato dalla massiccia produzione cinematografica (per quanto sia difficile schiodarsi dalla retina almeno l'immagine dei tre personaggi identificati con gli ormai storici attori) nè dalla fontana di gadget eccetera.
Ancora, il fantasy della Rowling è una forma complessa e poco visitata. Di solito gli scrittori del genere o si creano il loro mondo personale che non ha niente a che vedere con la nostra realtà, oppure fanno "flippare" i loro personaggi da una dimensione all'altra. La Rowling invece riesce con uno sforzo che suppongo immane e con risultato magistrale a incastonare il suo mondo nella nostra realtà, così che ci sembra davvero di vivere a un passo dalla dimensione potteriana. Se non fossimo babbani, potremo sfiorarla con un dito.
Altra meraviglia di Harry Potter è l'orchestrazione di una miriade di personaggi meravigliosi e ben caratterizzati, che ormai da anni ci sono compagni vividi e reali, nessuno dei quali viene mai dimenticato, nè dall'autrice, nè dai lettori. Un mondo che purtroppo si conchiude a pagina 697 dell'ultimo volume. Piccola parentesi su chi è rimasto insoddisfatto del finale: è davvero il finale ad essere scarsino, o piuttosto ci dispiace a morte che Harry Potter sia finito? Che sconfigga Voldemort, muoia, diventi preside, schiopodo o campione di quiddich, saremmo stati scontenti comunque, per il semplice fatto che non ce n'è più. Cerchiamo allora di accontentarci e di pensare che è meglio così piuttosto che una serie di sequel in cui la storia sarebbe degenerata perdendo la sua compattezza (vedi "Gea" sotto...)
Ultima cosa: Harry Potter non si snoda in seguiti di seguiti. Si tratta di una storia sola, coerente e compatta, pensata fin dal primo libro e mantenuta fino all'ultimo. Complimenti ancora a J.K. per essere riuscita a portare avanti in 10 anni i suoi "segreti" e a non cambiare strada, arrivando proprio dove dalla prima riga aveva intenzione di arrivare.
Concludo riflettendo che forse quello di leggerlo man mano che usciva è stato il migliore modo di vivere l'esperienza Harry Potter. Il primo libro è una lettura da undicenni, l'ultimo da diciassettenni. Insomma, non c'è modo migliore di leggerselo di come abbiamo fatto noi! Nessuno è stato esattamente alla pari col maghetto di Hogwards, che ha festeggiato sette compleanni in dieci anni, ma questa lunga lettura man mano che si cresceva è un'esperienza che le generazioni future che si fumeranno in una stagione il cofanetto completo non conosceranno. Anche perchè, avendo più tempo, noi ci siamo affezionati come ad un amico. Un amico che purtroppo adesso finisce, ma che si può sempre rileggere (e poi usciranno altri due film, e poi alla Rowling verrà certo in mente una storia nuova ancora più bella...!).

1 commento:

Marina ha detto...

e c'hai raggggiòne...
faccio poi presente che non sono ancora in possesso del settimo volume... perché non approfittarne per uno scambio equo & solidale gea vs. i doni della morte??
ribadisco: questo post mi è proprio piaciuto. soprattutto condivido come harry potter sia cresciuto con noi, all'inizio praticamente coetaneo a me, e come questa magia (tanto per restare in tema!) non si potrà mai ricreare.
il fatto che sia diventato un fruttuosissimo fenomeno commerciale non toglie il fascino che ci ha incantati per anni.
bon... a dopo toni! ricordami di gea...